Fattoria Pedagogica

La Grazia

Fattoria Pedagogica

La Grazia
La Comunità Terapeutica Riabilitativa La Grazia, si è specializzata in percorsi di zoo antropologia e ortoterapia. Ha formato un team di operatori (Psicologo, Pedagogista; Educatori, Tecnici della riabilitazione, Ausiliari) presso la Scuola di Interazione Uomo-Animale (SIUA) diretta dal Prof. R. Marchesini in due corsi avanzati in Zooantropologia Assistenziale, collabora con la Dott.ssa Valeria Monfrini in percorsi esperienziali in loco; ed ha formato lo stesso team in percorsi per operatori in ortoterapia.

La fattoria pedagogica della CTA si fonda su specifiche valenze di ordine pedagogico, essa mira a:

  • Migliorare e valorizzare la relazione uomo-animale / uomo-ambiente
  • Utilizzare la relazione uomo-animale / uomo-ambiente, per ottenere benefici di ordine educativo-didattico e rieducativi.
Le fattorie pedagogiche nascono con l’intento di colmare la distanza fra cultura urbana e cultura rurale ed in particolare, nel nostro specifico, tra “normalità” e “malattia”.
R

Obiettivi

  • Sviluppare l’interesse e la curiosità per un ambiente naturale ormai raro e trasformato
  • Imparare ad osservare ciò che ci circonda
R

Saperi

  • Imparare a conoscere la fattoria ed il contesto in cui è inserita
  • Comprendere i cicli della natura e le relazioni tra le varie componenti ambientali
R

Saper essere

  • Acquisire una coscienza ecologica
  • Imparare a convivere e rispettare la diversità dell’altro
  • Sentirsi responsabili della gestione dell’ambiente e della propria salute
R

Saper fare

  • Imparare facendo: pane, raccolta frutta, nutrizione animali, conduzione animali…
  • Imparare a lavorare con altre persone
  • Ritrovare l’uso dei 5 sensi
La Fattoria Pedagogica “La Grazia” ospita gruppi di scolaresche, concordando con i docenti le attività da privilegiare a seconda del ciclo scolastico e della fase del programma didattico in corso.
Offre agli alunni la possibilità di osservare ecologia ed educazione ambientale, di preparare alimenti (pane-conserve), di osservare la produzione agricola con le diverse fasi del ciclo produttivo di alcune coltivazioni e allevamenti; di avere un contatto e sperimentare una relazione con gli animali presenti nella nostra Fattoria: asini, cavalli, caprette, maialini d’india, tartarughe e vari animali da cortile.
Propone, altresì, una visita guidata con la presentazione del parco e dei suoi animali, seguita da alcune semplici esercitazioni pratiche come piantare i semi e condurre l’asino, utili a far partecipare attivamente i ragazzi al processo di apprendimento e socializzazione con i pazienti della nostra Comunità.
Viene, inoltre, offerta la possibilità di partecipare alla preparazione del pane, osservando il processo di lievitazione, di cuocerlo nel forno a legna, per poi consumarlo.

A seconda dei periodi in cui si svolge la visita, si potrà presentare il frutteto de “I frutti dimenticati”, attraverso una escursione nel parco per il riconoscimento di alberi ed essenze aromatiche ed infine partecipare alla preparazione delle conserve.

La Fattoria terapeutica

Il percorso riabilitativo in CTA si avvale, anche, degli strumenti dell’ortoterapia e della zoo antropologia organizzando il progetto terapeutico-riabilitativo, in due step cronologicamente distinti e dettati dal “tempo” terapeutico che la persona attraversa.
Abbiamo difatti differenziato un momento iniziale, “Fattoria Terapeutica”, in cui il fruitore principale del percorso è il paziente , da un momento avanzato, in cui il fruitore iniziale diviene co-conduttore all’interno del percorso della “Fattoria Pedagogica”.
Tra gli animali utilizzati dalla zooantropologia, l’asino è quello che per indole dolce, curiosità, intelligenza, empatia si adatta meglio ad intraprendere un’attività assistita con gli animali per migliorare la sfera relazionale, emotiva ed affettiva.
Tale percorso inizia con un approccio lento attraverso coccole (pet) e la cura per proseguire con esercizi di conduzione, giochi e attività equestri semplici.

Le finalità dell’onoterapia sono:

  • Promuovere un intervento innovativo per lo sviluppo della personanalità, delle facoltà cognitive, dell’autostima, della comunicazione, dell’affettività.
  • Porsi come attività ludica a integrazione di altri interventi funzionando da acceleratore delle acquisizioni, dell’efficacia e dei risultati delle altre terapie.
L’onoterapia, promuovendo azioni di cura verso l’animale, stimola processi di cura verso se stessi; attiva modalità di rilassamento e gioco, stimola i processi di socializzazione; favorisce l’autostima e l’espressione della propria dimensione affettivo-emotiva.
Gli strumenti dell’onoterapia sono: l’asino, il corpo, il movimento, il gioco, la relazione asino-utente-operatore; tutte le possibili espressioni di comunicazione che permettano il riavvicinamento alla dimensione corporea, allentando i conflitti, ristabilendo una connessione col mondo delle emozioni e dei vissuti interiori.
L’asino per le sue caratteristiche svolge un ruolo fondamentale di co-terapeuta, agisce come soggetto attivo e tra lui e la persona trattata avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti positivi in entrambi; ma è l’istituirsi di un sistema di comunicazione asino-utente-operatore che crea un contesto educativo ed evolutivo in un ambiente gradevole, ricco di stimoli, a contatto con la natura e con il verde.
L’operatore di onoterapia è colui che ha seguito una formazione appropriata, ha padronanza della tecnica di gestione dell’asino, conosce la metodologia di approccio nella relazione a tre e agisce da facilitatore.
L’ operatore è un facilitatore, un facilitatore della comunicazione.

 

I benefici che si traggono dalle attività supportate dalla presenza di animali, possono essere osservati nel campo relazionale e di percezione del proprio io:

  • Incremento della comunicazione non verbale; una parte della relazione con l’asino si basa sulla mimica corporea e sulla comunicazione non verbale
  • Aumento della percezione e verbalizzazione di sentimenti ed emozioni
  • Aumento dell’autostima e della percezione di se

Le attività con l’asino sono fonte di benessere perché tali animali attraverso il contatto fisico e le carezze danno calore, comunicano emozioni, ricordano la relazione originaria.

Quindi la dimensione fondamentale è l’affettività, o meglio la possibilità di essere in contatto con i propri sentimenti e di saperli esprimere.