1. Presentazione

La Carta dei Servizi è una guida informativa ai servizi offerti dalla Comunità, redatta con lo scopo di far conoscere agli utenti, alle famiglie ed ai Dipartimenti di Salute Mentale i contenuti e le modalità del trattamento offerto, nonché i necessari aspetti logistici ed alberghieri dello stesso. Essa costituisce una sorta di “patto” attraverso il quale la Comunità si impegna a garantire alcune prestazioni e riconoscere al cittadino-utente la possibilità di far valere il diritto al rispetto delle stesse.
È da intendersi come un documento “dinamico” ovvero suscettibile di continue verifiche, miglioramenti ed integrazioni.

2. Storia e principi ispiratori

Nata nel 1980 come Casa di Riposo per dimessi dagli Ospedali psichiatrici, nel 1987 “LA GRAZIA” diviene una C.T.R. (Comunità Terapeutico-Riabilitativa) mettendo in atto programmi riabilitativi in convenzione con i Dipartimenti per la Salute Mentale delle AA.UU.SS.LL. invianti. In applicazione del Decreto Regionale 13/10/1997 n.23179 (che determina i nuovi standard per le c.d. Comunità Terapeutiche Assistite), risulta iscritta all’Albo degli Enti privati che intendono concorrere all’attività riabilitativa in regime residenziale (iscrizione n.32567 del 21/07/2000) ed offre un servizio residenziale di terapia e riabilitazione per

…utenti di esclusiva competenza psichiatrica, per il trattamento di situazioni di acuzie o di emergenza per le quali non risulti utile il ricovero ospedaliero, per l’attuazione di programmi terapeutico-riabilitativi individualizzati da attuarsi in un arco temporale adeguato ai bisogni ed alle capacità degli utenti…

Alla fine degli anni ‘80, soprattutto per opera di due psicoanalisti, vengono poste le basi di una prassi operativa che, nei suoi

Assunti di base

si è mantenuta fino ad oggi:

  • superamento della logica manicomiale,
  • partecipazione democratica,
  • attenzione permanente ai vissuti (di ospiti ed operatori) ed ai significati degli accadimenti (“culture of enquiry” – T. Main),
  • centralità della relazione terapeutica,
  • integrazione territoriale.

Tali assunti di base trovano il loro background nelle esperienze delle Comunità terapeutiche europee dopo la seconda guerra mondiale (Inghilterra, Francia, Italia) e riconoscono, con modalità operative concrete, taluni principi fondamentali:

Principi Fondamentali

  • Uguaglianza: gli operatori si impegnano a rispettare,in tutti i momenti del vivere quotidiano, la dignità della Persona senza distinzioni di sesso, razza, nazionalità, religione, lingua e opinioni politiche
  • Imparzialità: è una specificazione del principio di eguaglianza: il personale è tenuto ad evitare atteggiamenti di parzialità ed ingiustizia, ovvero trattamenti non obiettivi nei confronti degli utenti
  • Continuità: la Comunità si impegna a garantire un servizio regolare e continuo. In caso di funzionamento irregolare, devono essere adottate tutte le misure necessarie per evitare o ridurre i disagi
  • Partecipazione: è peculiarità delle Comunità Terapeutiche favorire la partecipazione degli utenti alla gestione del trattamento, non solo come riconoscimento di un diritto ma anche come metodologia di cura. L’utente ha il diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano e può/deve formulare osservazioni e suggerimenti per il miglioramento del servizio e fornire una propria valutazione sulla qualità delle prestazioni. L’Assemblea di Comunità rappresenta il momento elettivo in cui è possibile discutere insieme e prendere decisioni intorno alle regole della vita comunitaria
  • Efficienza ed Efficacia: i cittadini-utenti hanno diritto di ricevere prestazioni efficaci,ossia potenzialmente capaci di determinare effetti positivi per la salute, ed efficienti, ossia senza spreco di risorse

3. Diritti generali degli utenti

L’Utente ha diritto:

  • ad essere assistito e curato con premura ed attenzione e vedere riconosciuta la sua individualità derivante dall’età, dal sesso, dalla nazionalità, dalla condizione di salute, dalla cultura e dalla religione ed a ricevere di conseguenza trattamenti differenziati a seconda delle proprie esigenze
  • di ottenere dalla Comunità informazioni su modalità di accesso,contenuti del programma terapeutico,competenze del personale,aspetti logistici ed alberghieri. L’utente e la famiglia ricevono una “nota informativa” nella quale vengono elencati i documenti da portare all’ingresso e descritti eventuali servizi accessori (ovvero non contemplati dalla Convenzione con le ASP)
  • di ottenere dall’Equipe curante informazioni complete e comprensibili in merito ai suoi disturbi,alla terapia e alla prognosi. Le informazioni devono essere date tenendo conto del livello culturale, dell’emotività e della capacità di comprensione dell’utente
  • salvo i casi nei quali un ritardo potrebbe compromettere la salute o la vita stessa, l’utente ha il diritto di ricevere le notizie che gli permettono di esprimere un consenso effettivamente informato prima di essere sottoposto a qualsiasi terapia o intervento. Le informazioni devono comprendere anche i possibili rischi o disagi conseguenti al trattamento
  • qualora l’utente non sia in grado ,per temporanea o permanente incapacità , ad esprimere il suddetto consenso, devono essere fatti, ad ogni modo, tutti i tentativi necessari a facilitarne l’espressione ad un livello possibile,dopo aver fornito le informazioni necessarie nella maniera maggiormente comprensibile
  • a ricevere tutte le informazioni e la documentazione di cui necessita,nonché a entrare in possesso di tutti gli atti utili a certificare in modo completo la sua condizione di salute
  • di essere informato sulla possibilità di indagini e trattamenti alternativi anche se eseguibili in altre strutture
  • sulla base delle informazioni in suo possesso e fatte salve le prerogative dei medici, a mantenere una propria sfera di decisionalità e di responsabilità in merito alla propria salute e alla propria vita
  • alla segretezza di tutti i dati relativi alla propria malattia e ad ogni altra circostanza che lo riguardi
  • per chi si trovi in una situazione di rischio per la sua salute, ad ottenere tutte le prestazioni necessarie alla sua condizione ed a non subire ulteriori danni causati dal cattivo funzionamento della struttura e dei servizi
  • di essere protetto in maniera particolare se, a causa del suo stato di salute, si trova in una condizione momentanea o permanente di debolezza, non facendogli mancare per nessun motivo e in alcun momento l’assistenza di cui ha bisogno
  • a ricevere parenti, amici, o visitatori, o rifiutarne l’accesso
  • di presentare reclami,proposte, alle quali la Direzione della Comunità deve rispondere in breve tempo
  • a spazi e momenti “privati”,pur vivendo in un contesto comunitario
  • al rispetto della privacy relativa alle informazioni fornite agli operatori della Comunità.
Queste non possono essere ad altri diffuse se non con il consenso dell’utente

4. Doveri generali degli utenti

L’Utente ha il dovere:

  • di avere un comportamento responsabile nel rispetto e nella comprensione degli altri ospiti ed a collaborare con tutto il personale
  • di collaborare con l’Equipe sanitaria ed il personale per rendere più efficace la cura, ed il programma terapeutico e rendere più sereno il periodo di degenza
  • di rispettare i regolamenti e le disposizioni della C.T.A., a vantaggio della serenità dell’ambiente e della piena efficienza dei Servizi
  • di rispettare le esigenze degli altri utenti
  • di rispettare gli ambienti, le attrezzature e gli arredi che si trovano all’interno della C.T.A. essendo gli stessi patrimonio a disposizione di tutti gli utenti
  • di rispettare gli impegni presi con l’Equipe curante relativi alla partecipazione al programma terapeutico
  • qualora fosse fumatore di usufruire esclusivamente degli spazi messi a disposizione dalla Comunità ed a ciò adibiti

5. Aspetti strutturali

La C.T.A. La Grazia è ubicata nel territorio di Caltagirone in prossimità della Riserva Orientata del Bosco di Santo Pietro, in una antica villa patrizia ristrutturata e ampliata, circondata da verde. Gode di ampi e confortevoli spazi, interni ed esterni, in seno ai quali organizzare il percorso terapeutico degli utenti affidati. All’interno, le camere sono a due otre letti con bagno; gli altri locali ospitano dei laboratori, un salone per le assemblee, una sala mensa, una sala palestra, un locale soggiorno, l’infermeria, le cucine e gli uffici. All’esterno, un parco attrezzato, un agrumeto, un frutteto, un uliveto, un campo in erba di calcio a cinque e l’orto cingono la Comunità.

6. Modalità di ingresso

La C.T.A. ” La Grazia ” è regolarmente convenzionata con il S.S.N.
L’inserimento all’interno della Comunità avviene su richiesta dell’Utente o di un Dipartimento per la Salute Mentale. L’inserimento è successivo ad una valutazione da parte dell’Equipe Sanitaria della C.T.A. Accertata l’idoneità, la Comunità ed il D.S.M. inviante collaborano alla formulazione e realizzazione di un progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato che prevede obiettivi, strategie, tecniche nonché tempi per la realizzazione dello stesso. Completato il percorso terapeutico in Comunità, la collaborazione continua per l’individuazione e l’attivazione delle risorse necessarie per la realizzazione di progetti di vita da attuarsi dopo le dimissioni (inserimento lavorativo, inserimento in altre residenzialità meno protette:comunità alloggio gruppi-appartamento etc…) Quando possibile, è previsto un coinvolgimento della famiglia, dall’ inizio alla fine del trattamento.

i

Documenti necessari per l’ingresso

  • Copia libretto sanitario
  • Copia carta identità
  • Codice fiscale
  • Tessera sanitaria
  • Documentazione sanitaria precedente
  • Eventuali documenti che attestino invalidità
  • Referti di esami di laboratorio (routine, markers epatite, HIV)
  • Impegnativa (redatta dal D.S.M. inviante e autorizzata dal Capo Settore Salute Mentale e Tossicodipendenze)

7. Visite parenti

La struttura non ha predefinito giornate e/o orari di visita; per una efficiente gestione delle attività, le visite vanno preventivamente concordate e programmate con l’equipe sanitaria.
Non è consentito l’accesso in struttura ad estranei in assenza del personale facente parte dello staff della struttura.

8. Informazioni ai parenti

Le informazioni di carattere sanitario vengono fornite dall’equipe, ove non vi sia divieto esplicito dell’utente, in sede di visita presso la struttura nel pieno rispetto della privacy.

9. La soddisfazione dell’utenza

La struttura garantisce la realizzazione di indagini sulla soddisfazione degli utenti promuovendoli presso gli stessi e gli Enti invianti.
I risultati di tali indagini sono disponibili presso l’amministrazione.

10. Reclami

Il reclamo motivato è considerato uno stimolo a verificare il livello dei propri servizi ed a migliorare la qualità delle prestazioni.
L’utente e/o i suoi familiari possono evidenziare eventuali carenze o fornire spunti di miglioramento rivolgendosi al personale amministrativo o agli operatori, in genere, che registreranno quanto segnalato in apposita documentazione e daranno corso, nel breve periodo, alle azioni ritenute opportune.

11. Rispetto privacy

La CTA ha adeguato la propria struttura organizzativa e documentale al fine di rispettare quanto previsto dal D. Lgs. 196 del 2003 attualmente in vigore.

12. Performance ed obiettivi

La struttura ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione per la qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 per la progettazione ed erogazione di servizi terapeutico riabilitativi in regime di degenza per disabili mentali.

Obiettivo primario

La CTA ha come obiettivo primario il miglioramento continuo dello standard dei propri servizi che persegue mediante:

  • Aggiornamento del personale
  • Ricerca di nuove attività con maggiore valenza riabilitativa
  • Personalizzazione del progetto terapeutico riabilitativo

Obiettivi di performance

In tale ottica la CTA si è stabilito le seguenti performance:

  • Mantenere nel tempo un valore di successo terapeutico tale da garantire una rotazione annua degli ospiti pari al 15%
  • Mantenere nel tempo superiore al 75% il livello medio di giudizio pienamente positivo da parte degli utenti
  • Mantenere costante nel tempo il giudizio positivo espresso da parte dei DSM invianti
  • Limitare i reclami da parte di utenti e familiari ad una percentuale pari al 5% del numero degli utenti presenti in struttura

13. La Comunità e il territorio

La Comunità è una esperienza umana globale.
Costante è, pertanto, l’impegno finalizzato a creare e mantenere rapporti significativi tra la Comunità ed il territorio, perché solo il graduale confronto con gli altri ed il contatto con la realtà possono consentire di mirare alla integrazione.
In tale direzione si muovono esplicitamente talune iniziative.

Il laboratorio di abilità sociali è un gruppo di lavoro che mira a far apprendere ai suoi componenti come districarsi più agevolmente tra i percorsi burocratici previsti per la fruizione di servizi (quali documenti sono necessari per il rilascio della Carta d’Identità; come si cambia un vaglia postale; come si richiede una visita per il riconoscimento della Invalidità Civile etc…). I destinatari sono quegli utenti per i quali il programma individualizzato prevede l’acquisizione o il recupero di abilità semplici ed allo stesso tempo specifiche, in prossimità di dimissioni a breve-medio termine.

Sono attivi progetti di collaborazione con le Cooperative Sociali del Territorio che hanno consentito l’inserimento lavorativo di alcuni utenti in una fase avanzata del loro percorso riabilitativo.

Inserimento Scolastico: ogni anno diversi utenti vengono inseriti in corsi di formazione organizzati dalla Regione, altri iscritti a corsi serali di perfezionamento e/o acquisizione di diploma di scuole Medie superiori.
Vengono curati, inoltre, rapporti continui con associazioni culturali, ecologiste,sportive e di volontariato assieme alle quali si organizzano iniziative
e manifestazioni “aperte”.

Il soggiorno estivo al mare. L’affitto di un appartamento in località marina (oppure ci si convenziona con un lido), dove piccoli gruppi di utenti ed operatori trascorrono brevi soggiorni è un’ esperienza abituale del periodo estivo di ogni anno L’esperienza della casa al mare, oltre a recuperare certa dimensione temporale antica (le vacanze con i familiari) che viene rimessa in gioco ed in discussione (sovente i Pz. riportano ricordi dell’infanzia), permette all’Utente di sperimentarsi nel sociale allargato secondo un nuovo copione. La possibilità di ri-presentarsi in scena con altri personaggi (l’estraneo della spiaggia, il vicino di casa, il pizzaiolo, etc.) permette loro di giocarsi nuovi ruoli con i quali identificarsi. Vengono curati, inoltre ,rapporti continui con associazioni culturali, ecologiste, sportive e di volontariato assieme alle quali si organizzano iniziative e manifestazioni “aperte”.

14. Il Modello Operativo

La valutazione pre-ingresso è, in buona sostanza, un’osservazione integrata di diversi piani (per questo motivo può impegnare anche un paio di incontri): gli aspetti conoscitivi di base e l’analisi della domanda.
Essa è finalizzata a realizzare una conoscenza reciproca tra la Comunità ed l’utente affinché la prima possa esprimere un giudizio di idoneità rispetto alla possibilità di prendere in carico il secondo e quest’ultimo possa esprimere la accettazione o meno della proposta terapeutica ricevuta.

Il piano conoscitivo si basa sulle informazioni anamnestiche e diagnostiche raccolte tramite l’incontro con l’utente e la famiglia nonché tramite le relazioni cliniche e sociali inviate dagli Operatori del Servizio di Salute Mentale che propone l’ingresso in C.T.R. Nell’ambito di questa fase, l’Equipe sanitaria (psichiatra, psicologo, pedagogista, assistente sociale) si confronta su una prima valutazione delle caratteristiche psicologiche della persona e del quadro clinico complessivo, nonché della loro congruenza con la specificità della Comunità, in relazione alla possibilità di presa in carico e cura.

L’analisi della domanda è un momento di ascolto e di comprensione, all’interno del colloquio, del bisogno e della richiesta d’aiuto sia dell’utente sia del committente (Servizio Territoriale). Motivo centrale è il confronto tra il malessere individuale/familiare e la possibile risposta che la Comunità è in grado, caso per caso, di offrire.
Particolare attenzione, in questa analisi, viene data alla motivazione e capacità volitiva mostrata dalla persona nella richiesta di aiuto.
Nell’ambito dello scambio relazionale che avviene tra l’Equipe della Comunità , il gruppo familiare ed l’utente si raccolgono le informazioni portate, si ponderano le dinamiche interattive salienti, si mettono a confronto le conoscenze precedenti con ciò che viene assunto nel “qui ed ora” del colloquio, si intrecciano quelle prime maglie fondanti la relazione d’aiuto.

La “presa in carico”. Dopo l’ingresso dell’utente in Comunità, pian piano vengono individuati uno-due operatori con le caratteristiche più adeguate per riuscire nell’ “aggancio”. Questi seguiranno ed affiancheranno l’utente nella quotidianità del lavoro riabilitativo, esercitando funzioni di sostegno e di supporto vicariante lì dove se ne presentasse l’esigenza.
Gli stessi operatori faciliteranno l’inserimento dell’utente nelle diverse attività, stimolandolo e motivandolo; assumendo ora una funzione di maternage, ora unafunzione di presenza responsabilizzante e normativa.

Il progetto individualizzato. Si basa su un’osservazione complessiva della “persona” che metta in evidenza gli aspetti più invalidanti dello stato di malessere, i bisogni fondamentali, le risorse, nonché le dinamiche ancora sommerse in attesa di una via di “espressione”.
Viene strutturato un programma ad hoc, che tenga conto del confronto costante tra due dimensioni: quella soggettiva dell’utente e quella intrinseca alla vita di Comunità. Vengono delineati gli obiettivi che il gruppo di lavoro si prefigge di raggiungere nel corso del percorso terapeutico-riabilitativo; tali obiettivi sono individualizzati proprio per “aderire” quanto più possibile alle diverse esperienze che la persona vive e delle quali si arricchisce.
Ogni programma viene periodicamente verificato e, se è il caso, opportunamente modificato.

Il gruppo. Già l’etimologia della parola “Comunità” ha in sé il senso del gruppo, ma non solo.
“Comunità” è: condivisione di uno spazio abitativo delimitato e comune, creazione ed accettazione di regole che strutturano il vivere assieme, possibilità di riconquistare una visione del mondo e del sé ancorata al reale ed affettivamente “investita” e condivisa.
Questo spazio è animato da dinamiche affettive che si intersecano con elementi di concretezza e praticità quotidiane. Esso si offre come grande contenitore in cui le persone con disturbi psichici possono finalmente “fare esperienze” ovvero abbandonare progressivamente un funzionamento caratterizzato dall’azione priva di pensiero per adottarne uno nel quale la capacità di pensare riemerga come elemento centrale e indispensabile per l’integrazione dei diversi piani della psiche. Gruppi di lavoro,con finalità diverse e con composizioni diverse,si riuniscono continuamente in Comunità (gruppi di utenti , di operatori, di operatori e gruppi organizzativi, terapeutici, di discussione, gruppi spontanei) essi costituiscono il tessuto connettivo indispensabile nel quale i percorsi individuali traggono nutrimento e si articolano.

Momento clou della vita comunitaria è l’Assemblea che, una volta alla settimana, vede la partecipazione di tutti i membri della Comunità e costituisce quello spazio privilegiato nel quale fare sentire la propria voce, esporre problemi, individuare insieme possibili soluzioni, discutere nuove regole, etc. E’, di fatto, la “cassa di risonanza” del clima emotivo della comunità.

La centralità della relazione terapeutica che contraddistingue l’assetto comunitario impone per gli Operatori una formazione permanente.
Un impegno costante di formazione consente un indispensabile sostegno all’Operatore nella relazione d’aiuto (necessità di conoscenze chiare sulla genesi della patologia e sul significato più profondo dei sintomi, bisogno di migliorare la capacità relazionale-comunicativa col collega per potenziare l’efficacia dell’intervento riabilitativo, necessità di porre una distanza significativa tra la propria persona ed il proprio lavoro).
Quando si parla di “distanza significativa” ci si riferisce alla possibilità di utilizzare le proprie emozioni come strumento della relazione col paziente, senza restare “intrappolati” nelle stesse (spesso l’utente psichiatrico effettua inconsapevolmente il cosiddetto “trapianto” delle proprie emozioni nella mente del terapeuta); a tal fine, al di là di una spontanea predisposizione alla relazione che trascina frequentemente con sé il rischio del burn out, occorre un programma di apprendimento e di confronto mirato e costante che solo un adeguato lavoro di formazione può dare. Sono attivi gruppi di lavoro settimanali sui vissuti degli operatori, supervisioni dirette a tutto lo staff, continui momenti di incontro tra le categorie professionali, una riunione periodica di discussione del “caso clinico”.

15. Le attività Terapeutico-Riabilitative

Numerosi sono i momenti della “cura”: il Sé e lo spazio abitativo, i gruppi riabilitativi (abilità sociali, giardinaggio, cucina, etc.), i laboratori dinamico-espressivi (cineclub, pittura, teatro, arteterapia etc…), la farmacoterapia,la psicoterapia, la pratica delle attività motorie e sportive (calcio,piscina,palestra etc…), gli incontri con le famiglie, le occasioni ludiche e ricreative,etc….

La Comunità riconosce ed affida all’Utente molteplici spazi, personali e comunitari, favorendone la riappropriazione, attraverso l’assunzione di piccole responsabilità quotidiane per la cura diretta degli stessi; secondo una turnazione periodica, gli utenti si curano della pulizia delle stanze, di apparecchiare e sparecchiare la sala pranzo, del servizio portineria e centralino.
L’intento è di promuovere la compartecipazione, il “fare insieme” per la costruzione di semplici “oggetti di terapia”, facilmente fruibili (la stanza pulita, il letto ben fatto, la tavola in ordine, etc.).

Nella nostra esperienza, le attività sportive possono essere utilizzate come strumento duttile che si presta ad esigenze e livelli evolutivi differenti degli utenti . Da attività ricreativa e/o espressiva, essa può assumere valenze trasformative che si evidenziano nell’esercizio individuale (riappropriazione di un corpo spesso “negato”) e, soprattutto, nell’esercizio collettivo (il gruppo sportivo può contenere, far appartenere, promuovere l’assunzione di un ruolo nuovo, facilitare l’incontro/confronto con l’Altro, etc.).

Una squadra di calcio, costituitasi da parecchi anni (di cui fanno parte utenti, operatori ed “esterni”), effettua allenamenti settimanali e partecipa a vari tornei. Gli utenti, in piccoli gruppi, frequentano settimanalmente la piscina comunale ed una palestra privata.

Il gruppo di zooantropologiaonoterapia ed il progetto della fattoria didattica si inscrive, tra le attività innovative proposte dalla Comunità, come continuazione dell’aspetto psicoterapeutico. Dopo un periodo di formazione degli operatori a cura del Prof. Dott. R. Marchesini, luminare nel settore,si è avviata la prima fase del progetto in cui l’occupazione principale è quella epimeletica cioè quella in cui ci si relaziona e ci si prende cura dell’animale.

Il gruppo-giardinaggio si inscrive, tra le attività proposte dalla Comunità, come l’erede di una tra le più antiche e tradizionali attività occupazionali ed assume veste nuova di laboratorio protetto in seno al quale recuperare non solo un “sapere fare” ma anche la consapevolezza del proprio sapere fare. Questa si traduce,naturalmente,nella ricerca delle modalità più adeguate per proporre al “mercato” il proprio prodotto ed il proprio operato.

Obiettivo del laboratorio di cucina è quello di definire uno spazio protetto all’interno del quale permettere il recupero o l’acquisizione di competenze specifiche nella direzione di un’autonomia funzionale sempre maggiore. La consumazione del pasto preparato insieme contribuisce a creare, inoltre, quel clima emotivo di intimità e condivisione sperimentabile nel piccolo gruppo; e preparazione della tradizionali
conserve stagionali

I laboratori dinamico-espressivi (cineclub, arteterapia, teatro, psicodramma etc…) hanno un’impostazione fondamentalmente psicodinamica e mirano, attraverso un coinvolgimento diretto, a favorire nel paziente la ricostruzione di esperienze cognitivo-emozionali complesse che, una volta elaborate e fatte proprie, gli consentano di beneficiare di processi di funzionamento più mobili e di una più profonda integrazione della persona (si segue un percorso comune all’interno del quale l’utente si confronta con quei contenuti emotivi considerati alla base della strutturazione dell’individuo: la relazione con le figure genitoriali e col proprio corpo, il processo di individuazione, il contatto interpersonale, il proprio progetto di vita, etc.).

Sono attivi un laboratorio di cucito ed un laboratorio riciclaggio carta e confezione e diffusione delle buste prodotte.

E’ IMPORTANTE EVIDENZIARE CHE I LABORATORI DI GIARDINAGGIO, BUSTE, CUCITO e ZOOANTROPOLOGIA SONO UNA MICRO ESPERIENZA DI INSERIMENTO LAVORATIVO POICHE’ FONTE DI REMUNERAZIONE PER I PARTECIPANTI

SCHEMA SINTETICO DELLE ATTIVITA’ SUDDIVISO PER AREE

w

Area psicoterapica

  • Psicoterapia individuale
  • Gruppo di psicoterapia analitica
  • Gruppo di cineclub
  • Gruppo di auto-aiuto per pazienti con problematiche di dipendeza
  • Gruppo sogni e corpo

Area espressiva

  • Atelier espressione corporea (zoomimica e gruppo benessere
  • Progetto benessere
  • Progetto teatro

Area riabilitativa

  • Stimolazione abilità di base (cura di sé e del proprio spazio)
  • Laboratorio cucina
  • Laboratorio cucito
  • Gruppi di attività motoria e sportiva ( calcio, piscina, palestra in comunità).
  • Gruppo giardinaggio
  • Progetto di zooantropologia e fattoria didattica
  • Laboratorio lettura giornale
  • Partecipazione a servizi di utilità comune (portineria, sistemazione biancheria, manutenzione…)
  • Acquisizione competenze e autonomie sociali
  • Laboratorio riciclaggio carta e confezione buste
  • Attività ricreativo-culturali in città (cinema, pizzeria)

Iniziative straordinarie

  • Feste (Natale, Carnevale, Pasqua)
  • Gite
  • Partecipazione a Fiere e Sagre locali

Area interventi con le famiglie

Si mantiene la modalità di sostegno a molte famiglie dei nostri ospiti con un programma psicoeducazionale, attraverso incontri periodici con la famiglia, l’ospite e l’operatore di riferimento, seguite dalla pedagogista. Parte integrante del programma sono le visite domiciliari con funzioni esplorative e/o di sostegno nei confronti del paziente e/o della famiglia.

Altre famiglie avranno la possibilità di uno spazio orientato non solo al sostegno ma anche al tentativo di modificare i vincoli relazionali (le così dette “interdipendenze patogene”) di cui pazienti e parenti sono spesso prigionieri. Questo setting sarà tenuto da psichiatra e psicologo.

La terapia psicofarmacologica è curata dagli psichiatri che operano in Comunità.

16. Organizzazione della giornata

}
  • 07.30 Sveglia
  • 08.00 Terapia farmacologica
  • 08.30 Colazione
  • 09.30 Attività mattutine (riordino stanza, giardinaggio, palestra, piscina, zooantropologia, laboratorio cucito, uscite in paese, etc…)
  • 12.30 Pranzo
  • 13.00 Riposo – tempo libero
  • 16.30 Attività pomeridiane (laboratorio cucina, allenamenti calcio, psicoterapie di gruppo, uscite in paese etc…)
  • 19.30 Cena
  • Tempo libero (TV,carte,etc..)
  • Riposo notturno
Nel corso delle 24 ore operatori sono sempre presenti in Comunità, a sostegno degli utenti nelle varie attività.
Ad ognuno è richiesto di partecipare alla vita comunitaria, tenendo conto dei propri limiti e delle proprie difficoltà ma anche delle proprie risorse e potenzialità.

17. Lo staff

I programmi Terapeutico-Riabilitativi vengono portati avanti dall’intero staff professionale facente parte dell’organico; nell’ambito dal proprio ruolo professionale e secondo le competenze specifiche, ognuno collabora assieme agli altri nella attivazione di quei processi trasformativi che costituiscono la “cura”.

Il gruppo comprende le seguenti figure:

  • Psichiatra (uno con funzione di responsabile medico)
  • Psicologo
  • Pedagogista
  • Assistente sociale
  • Infermiere professionale
  • Animatore socio-culturale
  • ausiliario socio-sanitari
  • Cuoco
  • Personale amministrativo

18. Altre informazioni

Il denaro “liquido” ed eventuali altri beni degli ospiti vengono custoditi in una cassaforte.
Gli operatori svolgono anche la funzione di “cassieri” da intendersi non tanto come custodi del patrimonio ed erogatori di somme, ma, soprattutto, come supervisori/sostenitori della capacità degli utenti di gestire il proprio potere d’acquisto.
L’utente può richiedere il “certificato di ricovero” alla Direzione della Comunità, nonché la copia della Cartella Sanitaria.

19. Analisi dati ammissioni e dimissioni dal 2005 a tutt’oggi

Nell’arco dell’ultimo quinquennio l’analisi dei dati delle ammissioni e delle dimissioni mette in risalto la dinamicità della Comunità che mantiene un alto turn over ammessi-dimessi.
Ricordiamo che dall’anno 2000 il numero di posti letto è sceso in tutte le CTA da 65 unità a 40.

Ammissioni

Utenti ammessi dal 2005

Età media degli utenti

Durata media del ricovero (Mesi)

Provenienza:
  • Il 57% proviene da casa 57% 57%
  • il 23% da strutture sanitarie (SPDC) 23% 23%
  • il 3% da strutture sociali (comunità alloggio, gruppi appartamento) 3% 3%
  • il 5% da OPG 5% 5%
  • l’11% è stato ricoverato con provvedimento di un Magistrato 11% 11%

Dimissioni

Ad oggi il 62% degli ammessi dal 2005 sono stati dimessi, quindi la comunità nell’arco di alcuni anni ha rinnovato una buona parte dei suoi componenti.
La destinazione di questi varia: in altre comunità terapeutiche più vicine alla residenza, una percentuale significativa nel nucleo famigliare di provenienza, altri sono inseriti o in comunità alloggio, gruppi appartamento, strutture socio-assistenziali.

Utenti dimessi dal 2005

Età media dei dimessi

%

Dimessi / Ammessi

Destinazione degli utenti a dimissione avvenuta:
  • Famiglia di origine 55% 55%
  • Strutture sanitarie più vicine alla residenza (CTA, RSA) 16% 16%
  • Strutture sociali (comunità alloggio, gruppo appartamento) 26% 26%

20. Come Raggiungere Caltagirone

Da Palermo-Enna-Piazza Armerina

Autolinee SAIS

Partenza via P. Balsamo, 16
tel. 091 616 6028 / 0935 500 902
arrivo a Caltagirone e/o autostazione P.zza della Repubblica

Autostrada CT-PA (A19) uscita Enna

direzione P.zza Armerina – San Michele di Ganzaria – Caltagirone